PROGETTO "OIKEIÔSIS"

121. 21. Si tamen exigis, dicam quomodo omne animal perniciosa intellegere cogatur. Sentit se carne constare; itaque sentit quid sit quo secari caro, quo uri, quo obteri possit, quae sint animalia armata ad nocendum: horum speciem trahit inimicam et hostilem. Inter se ista coniuncta sunt; simul enim conciliatur saluti suae quidque et iuvatura petit, laesura formidat. Naturales ad utilia impetus, naturales a contrariis aspernationes sunt; sine ulla cogitatione quae hoc dictet, sine consilio fit quidquid natura praecepit.

121. 21. Se però lo chiedi con insistenza, ti dirò in che modo ogni animale sia spinto a comprendere ciò che risulta essere dannoso. Sente di essere fatto di carne; di conseguenza percepisce ciò che può tagliarla, bruciarla e logorarla e quali siano quegli animali dotati di armi che possano nuocere: di essi ricava una rappresentazione mentale avversa e ostile. Queste capacità sono collegate tra loro; infatti, allo stesso tempo l’animale si concilia con la propria conservazione, ricerca ciò che può giovargli e teme ciò che può ferirlo. Gli impulsi volti all’utile sono naturali, così come è naturale l'avversione verso il contrario; tutte le cose che la natura ha prescritto accadono senza alcuna deliberazione razionale che le detti.