PROGETTO "OIKEIÔSIS"

121. 24. Nec est mirum cum eo nasci illa sine quo frustra nascerentur. Primum hoc instrumentum <in> illa natura contulit ad permanendum, [in] conciliationem et caritatem sui. Non poterant salva esse nisi vellent; nec [non] hoc per se profuturum erat, sed sine hoc nulla res profuisset. Sed in nullo deprendes vilitatem sui, <ne> neglegentiam quidem; tacitis quoque et brutis, quamquam in cetera torpeant, ad vivendum sollertia est. Videbis quae aliis inutilia sunt sibi ipsa non deesse. Vale

121. 24. E non c'è da meravigliarsi se nascono con quelle capacità senza le quali nascerebbero invano. Per farli sopravvivere la natura fornisce loro, come primi strumenti, l'appropriazione e l'amore di sé. Tuttavia, se non lo avessero voluto, non avrebbero potuto rimanere in vita: questa loro volontà, da sola, sarebbe stata inutile, ma senza di essa non avrebbe garantito alcun giovamento. Di fatto la noncuranza e il disprezzo verso se stessi non sono propri di alcun essere vivente. Infatti anche gli animali muti e privi di intelletto, indolenti nella maggior parte delle situazioni, una volta che è in gioco la loro vita si dimostrano abili a tutelarla. Vedrai così creature che, pur non giovando alle altre, non trascurano comunque se stesse. Stammi bene.