PROGETTO "OIKEIÔSIS"

121. 8. Sic infans qui stare meditatur et ferre se adsuescit, simul temptare vires suas coepit, cadit et cum fletu totiens resurgit donec se per dolorem ad id quod natura poscit exercuit. Animalia quaedam tergi durioris inversa tam diu se torquent ac pedes exerunt et obliquant donec ad locum reponantur. Nullum tormentum sentit supina testudo, inquieta est tamen desiderio naturalis status nec ante desinit niti, quatere se, quam in pedes constitit.

121. 8. Così il bimbo che si esercita a stare dritto e si abitua a reggersi in piedi, non appena comincia a mettere alla prova le sue forze, cade e ogni volta si rialza piangendo, fino a quando, attraverso il dolore, ha sviluppato con l'esercizio ciò che la natura gli richiede. Alcuni animali dal dorso rigido, se rovesciati, si contorcono a lungo, tirano fuori le zampe e si piegano su un fianco, finché non si rimettono a posto. La testuggine non sente alcun dolore se supina, tuttavia è inquieta perché desidera ritornare alla posizione naturale e non smette di sforzarsi e di agitarsi se prima non si è rimessa sulle zampe.